Il protagonista di questa storia è un dodicenne di nome Akiyoshi. Il ragazzo, considerato da tutti un vero talento musicale , ha il sogno di diventare un pianista professionista. Akiyoshi deve partecipare ad un concorso scolastico per musicisti , ma è dispiaciuto e anche arrabbiato poichè non ha potuto scegliere come i suoi compagni il pezzo musicale da suonare, che gli è invece stato imposto dagli insegnanti , Il brano s' intitola "KANON".
Durante la preparazione per il concorso , passeggiando , si ferma sotto un albero di ciliegio , stranamente in fioritura nonostante sia il mese di novembre: è li che fa il suo incontro con una ragazza che dice di chiamarsi Kanon e di essere lo spirito dell' albero.
Kanon sembra conoscere Akiyoshi, infatti sa il suo nome e cerca in tutti i modi di convincerlo a suonare per lei , ma il ragazzo rifiuta irritato perchè non crede negli spiriti e si sente preso in giro, inoltre, essendo continuamente seguito dalla ragazza, non riesce ad esercitarsi per il concorso, per lui molto importante dal momento che il vincitore potrà frequentare una scuola speciale per musicisti .
Ma Akiyoshi è anche in conflitto con se stesso , sembra aver perso la gioia di suonare, in più è in crisi perché dovrà competere con Matsusaba , un bravissimo pianista della sua età che due anni prima lo aveva battuto ad un precedente concorso.
Dopo aver incolpato Kanon di essere la causa per la quale non riesce a provare la canzone per il concorso si sfogherà con lei , spiegandole come si sente. La ragazza riuscirà a trovare le parole giuste per ridare forza d' animo ad Akiyoshi che finalmente riuscirà a provare il brano musicale , lo stesso che dovrà suonare anche Matsubasa.
Arriva il giorno del concorso ed il ragazzo, accortosi di avere 40 minuti di tempo prima che tocchi a lui suonare, decide di tornare sotto l' albero di Kanon per ringraziarla delle parole che gli ha detto il giorno prima.
Arrivato davanti all' albero lo troverà però abbattuto: i lavoratori che sono lì gli spiegheranno che hanno dovuto tagliarlo perché, a causa di problemi economici, i proprietari della scuola hanno venduto del terreno ed il ciliegio si trovava propio sulla strada di quelle terre .
Il ragazzo torna così indietro per poter partecipare al concorso , ma con la tristezza nell' animo per non poter più rivedere Kanon "lo spirito dell' albero" .....
Akiyoshi suonerà così al concorso il pezzo musicale intitolato "Kanon" dedicandolo alla ragazza e ricordando i momenti passati con lei ... la passione e il sentimento con il quale suona faranno sì che anche lo stesso compositore della musica si complimenti con lui ... E' durante il discorso con il compositore di "Kanon" , che Akiyoshi, scopre che quella musica è stata scritta dal padre di Kanon che ha dedicato quella melodia alla figlia diciassettenne...
Gin Yuu Meika è un'opera autoconclusiva della Tanemura che si snoda in un solo
capitolo, inserita alla fine del secondo volume di Full Moon Wo Sagashite.
Mi sono chiesto spesso come mai questo termine tecnico
musicale (kanon, cioè canone in italiano) si trovi così spesso nella cultura
nipponica (esistono difatti sia una manga di Chiho Saito, sia un gioco e un anime
ren-ai della Key chiamati "Kanon"); credo che il motivo risieda proprio nella
definizione di canone, ovvero una composizione musicale in cui la melodia viene
introdotta da una voce e viene poi ripresa identicamente da un'altra voce dopo un
certo tempo. L'immagine di due voci che si intrecciano per formare una nuova
melodia è molto appropriata per rendere l'idea di persone che si danno la forza
l'una con l'altra.
Al contrario delle altre opere brevi precedenti, si nota che la Tanemura ha ormai acquisito una maturità e un assoluto controllo sulla trama e sugli effetti grafici (ad esempio nel contrasto tra i capelli nero corvino della ragazza e il candido rosa dei petali di ciliegio). Non ci sono cambi di scena troppo veloci e tutta la storia è permeata da una forte carica emotiva... emozione che stavolta assume forma concreta negli oggetti della storia: ad esempio il pianoforte e soprattutto gli occhiali. [Nota: Secondo Akiyoshi, quando si toglie gli occhiali, dice senza remore tutto ciò che gli passa per la mente]
Può sembrare che gli occhiali di Akiyoshi abbiano lo svantaggio di nascondere la verità; invece il loro effetto nella storia è l'esatto contrario.
"Tutti indossiamo una maschera" diceva Pirandello, ma la morale pirandelliana è molto più sconfortante, perchè manca la speranza che l'uomo possa disfarsi della propria maschera. Per Akiyoshi è diverso: quando si toglie gli occhiali è completamente sincero e può dar libero sfogo ai propri sentimenti senza alcun tipo di condizionamento esterno.
E anche quando inforca gli occhiali, l'effetto che ne risulta non è negativo, perchè diventano una testimonianza di affermazioni offensive dette troppo in fretta, ma in realtà non sentite profondamente.
E per finire buona parte della carica emotiva risiede ovviamente nel dolcissimo “spirito dell’albero”, che ricorda come in ogni cosa che facciamo, occorre conservare l’entusiasmo della prima volta.
Un po’ tutta la storia di Gin Yuu Meika sembra avere un sapore che oscilla tra il classico e il tradizionale, basti vedere i vestiti dei protagonisti, che richiamano un’eleganza antica, e l’albero di ciliegio, un elemento tipico nella tradizione giapponese. Ne risulta un mondo idealizzato e onirico, ma al contrario di quanto ci aspetteremmo, il finale sembra quasi voler negare questo eccessivo distaccamento dalla realtà (che invece caratterizza altre opere della Tanemura).
La trama e le informazioni sono a cura di julie, il commento e gli approfondimenti
sono cura di Danaroth83.